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Vini biologici dalle terre della famiglia, da oltre cento anni.
Questa è Tenuta Valentinia, il centro aziendale in Pontecagnano Faiano, di proprietà della Famiglia Lenza dal 1920. Prototipo dei canoni estetici e funzionali dell'architettura razionalista di inizio Novecento, applicata all'agricoltura "industriale" che bonificò le terre impaludate della piana di Paestum.
Il trisavolo Stanislao Lenza e suo figlio Valentino parteciparono a questa storia di "frontiera", organizzando un'azienda moderna per gli standard dell'epoca — una delle poche a includere l'allevatoria equina. Nel 1956, Valentino venne insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere del Lavoro.
Il legame con i cavalli non si è mai interrotto. Ancora oggi, il cavallo nel logo racconta la storia della famiglia e fa da ombrello a tutte le attività aziendali: i vigneti, l'ippodromo Valentinia e l'allevamento.
"Il vino è arrivato praticamente ieri — anzi, è stato un modo raffinato e subdolo di un padre per riavvicinare il disattento figlio avvocato a quella che era la vocazione di famiglia."
La famiglia Lenza acquisisce Tenuta Valentinia nella piana di Paestum. Inizia la bonifica fondiaria.
Valentino Lenza è insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Italiana.
Valentino pianta 5,5 ettari di Aglianico alle pendici dei Monti Picentini, in Montecorvino Rovella — senza dire nulla alla famiglia.
La Vigna di Macchia entra in produzione. Nasce l'identità vinicola dei Viticoltori Lenza.
10 ettari vitati in biologico, 5 vitigni autoctoni campani, 15.000 bottiglie prodotte con filosofia minimalista.
Trisavolo della famiglia. Con il figlio Valentino partecipò alla colonizzazione della piana di Paestum, organizzando una delle prime aziende agricole moderne del territorio.
Trisavolo dell'attuale generazione. Insignito nel 1956 dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere del Lavoro per il suo contributo alla bonifica della piana e allo sviluppo dell'agricoltura locale.
Una gara equestre nella Tenuta Valentinia negli anni Trenta. I cavalli erano già allora al centro della vita aziendale, strumento di lavoro e di identità familiare, molto prima che arrivasse il vino.
Il vino Lenza è un progetto di famiglia nel senso più pieno. Guido, avvocato e quarta generazione della famiglia, è stato "agganciato" alla terra dal padre Valentino nel modo più ingegnoso possibile: un vigneto piantato in silenzio, che un giorno era già lì ad aspettarlo.
Ida, giurista e appassionata di vino, ha portato una nuova sensibilità al progetto: è grazie a lei che l'azienda ha progressivamente ampliato la propria riflessione sui vini, sulla comunicazione e sull'identità. Il suo nome non è un caso che sia diventato quello di un vino.
La filosofia dell’azienda è chiara: le uve vengono esclusivamente dai loro vigneti, la cantina interviene il meno possibile, e ogni bottiglia porta con sé un pezzo di questa terra e di questa storia.
"Il nostro vino proviene esclusivamente dalle nostre uve. Le nostre uve dalle terre coltivate dalla famiglia Lenza da oltre cento anni."
"Da oltre un secolo il cavallo accompagna la nostra storia; la viticoltura è il nostro futuro."
Il nostro vino proviene esclusivamente dalle nostre uve. Le nostre uve provengono esclusivamente dalle terre coltivate dalla famiglia Lenza da oltre cento anni.
Prima del vino, c'erano i cavalli. E prima ancora dei Lenza, c'era una tradizione millenaria radicata in questa stessa terra — più antica persino dei Borboni.
La tradizione equina della Pianura di Paestum affonda le radici nel Settecento borbonico. Nel 1742 Carlo III di Borbone, Re di Napoli, avviò nella Tenuta di Persano — a pochi chilometri da qui, nella piana del fiume Sele — la selezione della Real Razza Governativa di Persano: fattrici napoletane, siciliane e calabresi incrociate con stalloni turchi, arabi e spagnoli, con l'obiettivo di forgiare il cavallo da guerra perfetto per la Cavalleria Reale.
Per oltre un secolo il Persano fu considerato tra le razze più pregiate d'Italia, simbolo del prestigio del Regno delle Due Sicilie. Ferdinando IV perfezionò l'allevamento, costruì scuderie e il primo ippodromo d'Italia all'interno di un complesso reale. Gli ospiti illustri della corte, giunti a Persano per le battute di caccia, venivano poi condotti sulla costa ad ammirare i templi di Paestum — gli stessi campi che la famiglia Lenza avrebbe bonificato un secolo e mezzo dopo.
Questa terra ha nutrito cavalli straordinari per secoli. Non è un caso che le famiglie agricole che la colonizzarono durante la grande bonifica del Novecento abbiano portato con sé la stessa passione.
"I cavalli della Real Razza primeggiavano in tutto il mondo, elevandosi ai massimi splendori per eleganza, coraggio e resistenza." Centro Studi della Provincia di Caserta, Archivi storici
I trisavoli Stanislao e Valentino Lenza giunsero in questa piana nei primi anni del Novecento come protagonisti della grande bonifica fondiaria. Con loro portarono i cavalli — allora strumento indispensabile per raggiungere i luoghi inaccessibili ai mezzi meccanici, per costruire strade e canali, per rendere coltivabile una terra che era palude.
Il legame non si è mai spezzato. Generazione dopo generazione, la famiglia ha rinnovato quella passione: da Valentino senior, insignito nel 1956 del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, fino all'attuale generazione, che ha trasformato l'allevatoria storica in un moderno allevamento di cavalli da trotto, con strutture all'avanguardia e stazione di monta equina.
L'Ippodromo Valentinia, operante sotto il patrocinio e la vigilanza del Ministero dell'Agricoltura, è oggi punto di riferimento per l'ippica da trotto nel Salernitano. Non è un caso che il cavallo campeggi nel logo dell'azienda: non è un simbolo decorativo, è la firma di un'identità centenaria.
I vigneti di Viticoltori Lenza si dividono tra due contesti pedoclimatici complementari, entrambi nell'areale dei Colli di Salerno: le colline dei Monti Picentini e la fertile Piana di Paestum.
Alle pendici dei Monti Picentini, affacciata sul Tirreno a 150 metri sul livello del mare. Qui nascono i vini rossi e rosati: Valentinia, Massaro, Gabry, Pedro e Cetty.
Sulla fertile piana di Paestum, a pochissima distanza dalla linea di costa. Terreni sabbiosi e argillosi, baciati da una costante brezza marina. A 15 metri sul mare, produce i bianchi e i pét-nat dell'azienda: Vale, Ida, Gabry e Gabry2.
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